Bidognetti+e+Zagaria%2C+gli+ultimi+irriducibili+del+%26%238220%3Bclan+dei+Casalesi%26%238221%3B
casertanotiziecom
/attualita/2024/03/29/bidognetti-e-zagaria-gli-ultimi-irriducibili-del-clan-dei-casalesi/amp/
Attualità

Bidognetti e Zagaria, gli ultimi irriducibili del “clan dei Casalesi”

Caserta. Con la decisione del super boss dei clan dei Casalesi Francesco Sandokan Schiavone di collaborare con la giustizia, restano per ora irriducibili nella loro volontà di restare in silenzio con lo Stato l’altro storico capo dei Casalesi Francesco Bidognetti, noto come “Cicciotto e Mezzanotte“, in carcere dal 1993, e Michele Zagaria, catturato il 7 dicembre 2011 dopo sedici anni di latitanza.

Importanti le distinzioni da fare per i due capoclan, relativi alla struttura familiare che li supporta. Se infatti la famiglia di Michele Zagaria, da lui sempre usata per gestire i propri affari illeciti, sembra un monolite, la famiglia Bidognetti ha conosciuto negli anni tanti scossoni. Dal pentimento di Domenico, killer e cugino di Cicciotto, a quello di Anna Carrino, compagna del boss e madre di tre dei suoi cinque figli, Gianluca, Katia e Teresa.

Forse per il suo radicamento su un territorio molto vasto – ai tempi d’oro degli anni 80′ e 90′ il clan Bidognetti comandava dall’entroterra casertano fino al litorale e in particolare a Castel Volturno, con legami di ferro con i clan napoletani come i potenti Mallardo di Giugliano in Campania – i Bidognetti hanno avuto negli anni anche capi non appartenenti alla cerchia familiare, da Luigi Guidao drink” al sanguinario Giuseppe Setola, che nel 2008 scatenò la stagione del terrore che costò la vita, tra maggio e novembre, a 18 persone, tra cui Umberto Bidognetti, zio di Cicciotto e papà del pentito Domenico, e sei migranti di origine ghanesi uccisi nella strage di Castel Volturno. Da ultimo, il clan Bidognetti ha tentato più volte di “rilanciarsi” e riorganizzarsi, e lo ha fatto attraverso proprio i tre figli di Cicciotto e di Anna Carrino, tutti arrestati; nel dicembre scorso Gianluca è stato condannato a 12 anni, mentre Katia e Teresa a quattro anni.

[leggi id=”55220″]

Di tentativi di riorganizzazione della famiglia Zagaria non si hanno invece notizie, ma di certo né l’ex primula rossa né i fratelli si sono mai pentiti dovendo probabilmente custodire un patrimonio molto cospicuo, come dimostrano diverse indagini, tra cui quelle su Pasquale Zagaria, mente economica del clan impiantato per anni con la sua attività di costruttore a Parma, o sui milionari investimenti immobiliari in Romania, o sui tanti imprenditori del casertano e del napoletano arrestati per collusioni proprio con il clan Zagaria.

Tra i boss dei Casalesi che hanno deciso di collaborare con la giustizia compare anche Antonio Iovine, “o ninno“, arrestato nel 2010 dopo 15 anni di latitanza.

Redazione

Recent Posts

Legge Basaglia, il Pd di Caserta si impegna per farla difendere

​Il Partito Democratico (PD) ha recentemente ribadito il suo impegno nella difesa e nel rafforzamento…

22 ore ago

Boxe, Under 17 a vincere è una casertana

Nel panorama pugilistico giovanile, una giovane atleta di Caserta ha recentemente conquistato l'attenzione nazionale, emergendo…

2 giorni ago

Capua, scuola allagata: la situazione è davvero complicata

A Capua, una perdita d'acqua ha causato l'allagamento di un istituto scolastico, complicando notevolmente la…

3 giorni ago

Benessere Territorio, cosa sta accadendo? Scopriamolo insieme

Il concetto di benessere di un territorio non si limita esclusivamente agli indicatori economici, ma…

4 giorni ago

Svolta sostenibile, Intesa San Paolo premia tre aziende

Nel contesto di una crescente attenzione verso la sostenibilità ambientale e sociale, Intesa Sanpaolo ha…

5 giorni ago

Marcianise, spettacolo del Gen Verde: grande attesa

La città di Marcianise si prepara ad accogliere, dopo 18 anni, il ritorno del Gen…

6 giorni ago