In pensione da subito: 3 misure da considerare anche se si è disoccupati e senza penalizzazione

Buone notizie per chi non vede l’ora di smettere di lavorare o è, addirittura, disoccupato: ci sono 3 misure che consentono l’accesso immediato alla pensione senza penalizzazioni.

Non sempre occorre attendere di aver spento 67 candeline sulla torta per poter accedere alla pensione: attualmente sono in vigore diverse misure che rendono possibile uscire prima dal lavoro. E, come ormai è stato confermato più volte, tutte le misure di pensione anticipata in vigore nel 2024, le ritroveremo anche nel 2025.

Il Governo di Giorgia Meloni, infatti, non ne ha introdotte di nuove ma non ha eliminato nessuna delle misure già esistenti. Il problema, come sempre, è non subire penalizzazioni troppo pesanti sull’assegno Inps che poi si andrà a ricevere. Ritrovarsi con un assegno tagliato del 20-30% non è sicuramente la soluzione ideale, soprattutto in questo periodo dove anche i prezzi dei beni essenziali hanno raggiunto livelli preoccupanti.

Nel mare magnum delle misure di pensione anticipata riconfermate per il prossimo anno, ce ne sono tre particolarmente interessanti e alcune si rivolgono anche a chi è disoccupato. Grazie a queste misure è possibile sia accedere alla pensione con qualche anno di anticipo sia mantenere un assegno previdenziale ricco o, quantomeno, non troppo penalizzato.

In pensione subito e senza tagli sull’assegno: ecco quali misure scegliere

Il 2025 ormai bussa alle nostre porte. Che cosa succederà sul fronte previdenziale? Il Governo Meloni ha riconfermato tutte le misure di pensione anticipata già esistenti e alcune sono molto vantaggiose in quanto consentono di andare in pensione prima anche se si è disoccupati e senza penalizzazioni sull’assegno.

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In pensione subito e senza tagli sull’assegno: ecco quali misure scegliere/Casertanotizie.com

La misura più vantaggiosa resta Quota 41 che non prevede nessuna soglia minima anagrafica. In pratica con Quota 41 si può andare in pensione a qualunque età, persino prima dei 60 anni. L’unico requisito da soddisfare è aver raggiunto almeno 41 anni di contributi di cui almeno 1 versato prima di aver compiuto 19 anni. Quota 41, inoltre, si rivolge anche a chi è disoccupato. Infatti questa misura è fruibile dalle seguenti categorie:

  • disoccupati che non ricevono più la Naspi;
  • caregiver;
  • lavoratori con invalidità pari o superiore al 74%;
  • addetti ai lavori usuranti.

I disoccupati, o meglio le disoccupate, anche nel 2025 potranno sfruttare Opzione donna che consente di accedere alla pensione a 61 anni se i contributi sono pari almeno a 35 anni. Le donne con un figlio possono uscire dal lavoro un anno prima, a 60 anni; a 59 anni, invece, è consentita l’uscita alle lavoratrici che hanno almeno due figli. Anche Opzione donna si rivolge solo a queste categorie:

  • donne disoccupate;
  • dipendenti di aziende in crisi;
  • lavoratrici con invalidità pari almeno al 74%;
  • caregiver.

Infine chi è disoccupato nel 2025 potrà avvalersi ancora di Quota 103 che consente a qualunque categoria di lavoratori e anche ai disoccupati di accedere alla pensione con 41 anni di contributi ma solo a 62 anni di età. Questa misura è vantaggiosa in quanto si rivolge a tutte le categorie. Purtroppo, tuttavia, l’assegno previdenziale, con questa misura, viene interamente ricalcolato con il sistema contributivo e, in ogni caso, non può mai superare di 4 volte l’importo del trattamento minimo dell’Inps.

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