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Politica

Cerreto e Schifone (FdI): il caso Jabil in Question Time per scongiurare la drammaticità dei licenziamenti

Roma. Sul pericolo licenziamenti di 193 lavoratori previsti il 31 gennaio pv della multinazionale Jabil con stabilimento in Marcianise e sull’incontro avuto ieri a Roma con esito negativo in quanto i dirigenti della stessa non hanno mostrato interesse per un eventuale riassorbimento, evidenziando solo l’obiettivo di fare cassa, i deputati campani Marta Schifone e Marco Cerreto, ben consapevoli della drammaticità che ciò comporterebbe non si sono fermato ed hanno presentato in Question Time, previsto nel pomeriggio, un’interrogazione, al Ministro del Lavoro.

In particolare il testo evidenzia che l’annosa vertenza si trascina dal giugno 2019, quando la società americana annunciò un piano di esuberi per 350 lavoratori, cui si sono aggiunte ulteriori 100 unità nel piano industriale della scorsa primavera; la stessa multinazionale in pregressi tavoli politico-istituzionali si era detta disponibile alla redazione di un piano di riassorbimento dei lavoratori in esubero attraverso un progetto industriale illustrato nel febbraio del 2022 al Ministero dello Sviluppo economico, accolto favorevolmente dalle parti sindacali; licenziamenti sospesi fino, appunto, a fine gennaio e cassa integrazione estesa fino alla stessa data erano le decisioni emerse dai tavoli istituzionali di confronto sulla vertenza Jabil, ma ad oggi non è stata trovata alcuna soluzione industriale alternativa per evitare una nuova emorragia occupazionale; a spingere verso i licenziamenti è stato anche un altro elemento: l’impossibilità di assicurare la ricollocazione degli esuberi in una newco costituita ex novo dopo il citato accordo raggiunto, con capitale privato al 55% (detenuto dall’azienda TME, dello stesso comprensorio) e pubblico al 45% con Invitalia; lo scorso 10 gennaio le parti sociali con una nota congiunta hanno richiesto un incontro urgente al Ministero delle Imprese e del Made in Italy; a conferma della drammaticità della situazione, si è mobilitato anche il vescovo di Caserta.

“È necessario – hanno commentato – che la Jabil, per arrivare al risultato mostri apertura e con questa interrogazione l’obiettivo è quello di conoscere quali azioni intenda il Governo intraprendere per promuovere tutte le condizioni utili a preservare i livelli produttivi e occupazionali, anche avviando il previsto piano di riassorbimento e riallocazione del personale considerato in esubero dalla Jabil S.P.A.”

Redazione

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