Colpito da un grave tumore al cervello, l’ex calciatore di Juventus e Atalanta ha rilasciato un annuncio che ha commosso tutti.
Ci sono occasioni in cui la vita è davvero ingiusta. Nelle scorse settimane tutti sono rimasti colpiti da quanto accaduto a Bove, giovane e talentuoso centrocampista della Fiorentina che è vivo per miracolo e che a soli 22 anni si trova ad un bivio importante della sua carriera: l’unica chance di continuare il suo sogno è farsi impiantare un defibrillatore nel petto e andare a giocare all’estero (sempre che trovi una squadra disposta a ingaggiarlo).
Chiaramente dinnanzi a situazioni del genere l’aspetto sportivo deve necessariamente passare in secondo piano, poiché è chiaro che non vi sia nulla di più importante della vita, tuttavia non si può rimanere impassibili di fronte a quello che rimane un dramma sportivo e al contempo umano per ragazzi che pensavano di aver raggiunto i propri obiettivi e che improvvisamente si vedono crollare tutto addosso.
In queste ore è emerso un caso simile a quello di Bove. A fermare le speranze e la carriera di un giovane di talento questa volta è stato un tumore al cervello. Per fortuna la diagnosi è giunta in tempo e dopo la necessaria operazione, le cure e la riabilitazione, l’ex Juventus e Atalanta si è visto costretto a prendere una decisione difficilissima: abbandonare il sogno di una carriera da professionista.
Lo sfortunato calciatore è Simone Muratore, difensore che ha giocato per la Juventus durante l’era Sarri e che da neo promosso in prima squadra ha vinto lo scudetto (l’ultimo portato a casa dalla squadra torinese) ed avuto la chance di debuttare in Champions. Successivamente è stato acquistato dall’Atalanta, anche se non ha mai avuto la possibilità di vestire la maglia della Dea in un impegno ufficiale.
Dopo i prestiti a Reggiana e Tolendo, infatti, Simone ha scoperto di essere malato ed ha affrontato un duro percorso di riabilitazione: “Neurocitoma al ventricolo sinistro…Sono stati giorni, settimane, mesi, anni di sofferenza. Ho dovuto rimparare a parlare bene, camminare, a correre, scrivere, leggere, contare, era come se fossi tornato un bambino e ho dovuto ricominciare tutto da capo, dal giorno 0. Ci sono stati giorni che facevo fatica anche ad alzarmi dal letto nonostante mi sentissi già meglio”.
Oggi per fortuna il peggio è passato, Simone ha riacquistato tutte le proprie facoltà e capacità, ma ciò nonostante non è riuscito a recuperare l’abilità sul rettangolo verde che madre natura gli aveva donato, motivo per cui ha deciso di smettere: “Oggi metto un punto alla mia carriera da giocatore, ci ho provato fino alla fine a tornare , ci ho messo lacrime e sudore, ma non ero più come prima, mi sono reso conto che comunque avevo la fortuna di essere guarito e di stare bene”.
Nonostante il dispiacere di dover accantonare il proprio sogno, Simone è consapevole di avere un’altra chance per vivere una vita piena e soddisfacente e non ha rimpianti: “Ho avuto la fortuna di giocare con giocatori straordinari, fuoriclasse, dentro al campo ma soprattutto fuori dal campo, e questo non me lo toglierà mai nessuno”.
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